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stefano franceschelli
Sprechi, nella vita come in azienda
Mercoledì 09 Febbraio 2011 15:35 Pubblicato in risorse umane articoliIl vostro narratore ha pensato bene di andare al cuore degli argomenti che ha trattato, cercando di fare esattamente quello che si fa nell’attività di consulenza direzionale, e cioè di mettere in dubbio anche le situazioni più ovvie.
Allora perché non fare la stessa cosa anche per l’azione centrale della Lean production, e cioè la caccia al muda, allo spreco?
In effetti ci viene insegnato che lo spreco è la madre di tutti i malanni, portatore di inefficienze e di costi nascosti, e tutta l’attività che viene svolta è incentrata alla ricerca spasmodica di tempi e spazi da recuperare.
Nello scorrere in maniera semiseria tematiche e problematiche aziendali, il vostro narratore non può esimersi dall’affrontare la questione che per antonomasia rappresenta forse il momento meno divertente di una gestione imprenditoriale, se non altro per mettere alla prova la sua vena sdrammatizzante anche su argomenti molto seri.
Mi riferisco a quei momenti della vita di un’azienda nei quali si passa dall’armonia produttiva alla battaglia con i sindacati.
Un ben ritrovato al caro lettore che ancora una volta dimostra pazienza nel leggere queste dissertazioni semiserie sul mondo della consulenza. L’ultima volta che ci siamo visti abbiamo “criticato affettuosamente” il mondo della formazione consulenziale.
Formazione in aula, gioie e dolori (immagine )
Mercoledì 19 Gennaio 2011 14:55 Pubblicato in produzione articoliProseguono le dissertazioni semiserie del vostro narratore, sulle sfide, le difficoltà, oneri ed onori della vita del consulente di produzione e logistica.
Dopo aver raccontato, e spero trasmesso, cosa significa gestire a livello pratico progetti in aziende totalmente diverse tra loro, geograficamente lontane e con difficoltà operative le più disparate, vorrei ora soffermarmi su un altro aspetto di questo ruolo, che ne caratterizza l’attività.
Fatturare, fatturare, fatturare…
Un imperativo per una categoria di persone impietosamente legate ad obiettivi preimpostati, a giornate “impacchettate” e a spostamenti calcolati al millimetro. Il consulente direzionale, specializzato in produzione e logistica, nel panorama lavorativo del Belpaese è figura relativamente nuova, che si colloca trasversalmente tra il tipico manager ed il classico “operativo”, il faticatore di fiducia. Ma perché chiamare un consulente?
Col caro lettore ci siamo lasciati con una domanda a metà strada tra il faceto e l’inquisitorio; chi vuol essere consulente?
Il motivo dell’interrogativo risiede nell’aver pesato accuratamente i pro e i contro che il vostro scrittore ha elencato, e che, senza avere la pretesa di avere descritto tutto, fanno parte del contorno di vita che caratterizza la vita di questa figura professionale. Come detto è un contorno fatto di flessibilità, di spostamenti ed anche di una discreta dose di pionierismo. La soluzione a tanti problemi quotidiani spesso risiede nell’ingegnarsi con un telefono o una tariffa particolare, con una macchina mai vista che consuma meno, con valigie multiuso, computer e programmi scaricati ad hoc o fatti su misura..
