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parole e pensieri... come e cosa pensano consulenti, manager e professori universitari ... il sistema qualità |
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- Scritto da Ilaria Dot
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Il sistema qualità nel 2010
Incremento della possibilità di scelta. Tendenza alla personalizzazione, intesa anche come soddisfazione individuale di esigenze sempre più su misura. Per rendercene conto, basterebbe a conti fatti anche la più banale delle descrizioni: è lo stato attuale del mercato a richiedere a gran voce una scommessa sulla qualità.
E' il valore aggiunto che indirizza le scelte. L'arma non impropria della competizione. L'eccellenza dei processi che, perla dopo perla, conduce al gioiello di valore. D'altronde, non che sia scoperta d'oggi. Sin dagli anni cinquanta Giappone e Stati Uniti hanno iniziato ad allargare i confini delle singole missions aziendali per arrivare a includervi ben altro che il mero prodotto da offrire al cliente. Si iniziava già da allora a puntare su quella strategia che oggi conosciamo con il nome di Total Quality Management, ove l'obiettivo é la soddisfazione di tutte le parti interessate anziché una sola. Non più del cliente in modo esclusivo, insomma, ma anche dei fornitori e delle parti sociali; delle maestranze, dei managers e degli azionisti. Il tutto con strumenti e pianificazioni che consentano di accontentarli riducendo gli sprechi.
Così, l'ISO 9000 ha progressivamente esaltato l'importanza di un simile approccio anche sullo scenario europeo, premiando con certificazioni di riconosciuto prestigio le aziende che ne rispettino gli standards. E nel quadro di una realtà ormai consolidata, scopriamo che la Provincia di Modena organizza addirittura corsi professionali volti alla formazione dei Gestori del Sistema Qualità del domani. Tra le abilità insegnate la sua analisi, configurazione e gestione, con sbocchi lavorativi che sarebbe bello poter auspicare rosei. Ma quali vantaggi concreti comporta, per un'azienda, fornirli? Massimo Mastrangelo é uno degli esperti italiani in merito, e il libro a cui sta lavorando ruota proprio attorno a questi temi.
L'abbiamo chiesto a lui. “La reingenierizzazione dei processi interni verso un modello customer-oriented – sostiene - aumenta la percezione aziendale del mercato, con il quale si forma un collegamento breve e costante che rende l’informazione proveniente dal punto vendita disponibile in tempo reale a tutti gli attori della catena del valore.” Va da sé, quindi: l'immediatezza del feedback permette oggi di testare i lotti di produzione in una tendenza progressiva al miglioramento, finché la soddisfazione delle esigenze del target non divenga una realtà. Purtroppo, però, se è vero che la pratica quotidiana di controllo dei processi é quasi fisiologica per quelle aziende che nel Total Quality Management investono, é altrettanto vero che esse sono a tutt'oggi in netta minoranza nel nostro Paese. “Non più del 25 per cento del tessuto produttivo nazionale”, ricorda a malincuore Mastrangelo. E specifica che non si tratta affatto di un problema dimensionale: “Se David lavora fianco a fianco con il Ciclope, David deve parlare la lingua del Ciclope.”Ecco perché la microscopica realtà aziendale formata da cinque ragazzi ventottenni dovrà seguire, pur nel suo piccolo, gli stessi processi di gestione della qualità di un collosso come potrebbe essere la Fiat. Ne va della sua competitività futura.
E proprio il futuro, secondo Mastrangelo – e a dispetto dei corsi di Modena – ci riserva non poche sorprese. A suo avviso, la figura stessa del Gestore del Sistema Qualità appare destinata a scomparire. Motivata sin dalla sua creazione da una generale incomprensione dei sistemi informatici vigenti, oggi l'automatizzazione dei processi appare insufficiente a motivarne uno stipendio. Più probabile, quindi, che ad essa subentri un ruolo professionale del tutto nuovo. Il suo compito sarà di “essere aggiornato a cadenza oraria su ciò che il mercato offrirà in termini di hardware e software, e di proporre proattivamente alle singole funzioni l’inserimento di strumenti ERP II nell’operatività quotidiana ”. Matrangelo lo chiamerebbe MET, che sta per “Management Evolution Technologist” (Tecnologo dell’evoluzione gestionale). Secondo lui, il primo vagito di questa nuova tipologia di manager si sentirà intorno al 2015 “e spero sia accompagnato da molti fiocchi rosa; le donne hanno una sensibilità che consentirà loro di essere efficienti ed efficaci in questo ruolo”. Speriamo sia di buon auspicio.
Ultima modifica Giovedì 20 Gennaio 2011 22:16



