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L E A D E R S H I P (parte V)

Un leader ha molti hobby, minimo quattro: vedere, guardare, ascoltare, capire…..può incantarsi di fronte ad una ciambella zuccherata al bar e ripercorrere tutta la sua storia dall’impasto allo stato d’animo dei fornai che lavorano nella notte e dormono di giorno …con lo stesso atteggiamento segue le elezioni dell’ultimo presidente USA…il suo talento è nel cercare connessioni tra ciambelle e Barak Obama che possano aggiungere qualcosa al suo grande progetto che si riassume in tre risultati: migliorare, migliorare, migliorare…e per questa sua fissa le idee e gli spunti sono già presenti da qualche posto nel mondo si tratta di assemblarli…Con la parola speranza ha un rapporto..come dire…tiepido poiché nel suo atteggiamento nei confronti della realtà si basa su principi stringenti: “si fa qualcosa di buono con quello che c’è”.. se dovesse arrivare un aiuto divino sotto forma di fortuna ben venga ma non è uomo che da  appuntamenti al caso.. è un pessimo cliente per lotterie gratta e vinci e tombole di natale…
Se lo sentite lamentarsi è solo mentre fa la parte del “malato immaginario” in una recita alla buona nella circoscrizione per gli anziani del quartiere…è un pazzoide che quando si sveglia la mattina si dice “oggi succederanno le cose che preferisco” ed è inutile chiedergli cosa succederà…non lo sa nemmeno lui…il fatto è che confida nelle sue capacità di creatività nei confronti di ogni evento che sia nell’ambito del quotidiano disagio o piacere e la sua leadership è conclamata, oggettivamente provata quando nelle grandi disgrazie si ferma e umanamente ..piange, si fa pervadere dal dolore e lo vive fino in fondo come qualcuno lassù ha democraticamente stabilito che sia così per tutti.Se si dovesse stabilire la differenza comportamentale di questi bipedi sul posto di lavoro e fuori  si cade nell’imbarazzo, nell’incapacità di elaborare un pensiero preciso in merito…il loro agire segue un processo elementare: intenzione – attenzione – azione…Traduco: le intenzioni di questo soggetto sono nell’andare verso qualcosa , nell’aggiungere quanto più di buono gli è possibile a se stesso alle persone che ama e coloro che collaborano con lui…sù sù fino a tutta l’umanità…se solo potesse. La gerarchia: se stesso, persone che amano ecc ecc  non è negoziabile…del resto i leader o pseudo leader che hanno provato a sovvertirla hanno fatto regolarmente una finaccia…se non si è ordinati in questa sequenza l’intenzione prende il nome di delirio…Con una intenzione sana l’attenzione e l’azione vanno per default..è ovvio…se andate per boschi in cerca di funghi vi concentrate sui cespugli, sul terreno.. è probabile che li troviate..il processo fila..lo stesso se avete deciso di farvi caricare da un cinghiale…basta cercarne le orme infastidire un cucciolo ed ecco che arriva la mamma a completare il processo…Le intenzioni i princìpi i valori sono tutto in un leader per questo lui non va al lavoro ma…vive, non esce dall’ufficio…continua a vivere, sta con gli amici…vive ancora…. Tutto fa parte del progetto e i pezzi per compierlo sono dappertutto…Se c’è una bella differenza tra lui e le persone comuni è che sapendo dove andare a parare si prende i pezzi che servono, ha inventato lui la raccolta differenziata!...chi non sa dove sta andando porta a casa sacchi pesanti di chincaglieria, sostanze dannose, oggetti inutili..Altra sua prerogativa è di avere la mitezza di un leone addormentato , quasi un’aria sorniona.. anche nell’abbigliamento denota un cervello stabilizzato sullo stato d’animo “pacato”…questo trapela nella difficoltà al vezzo, all’incosueto, all’agghindamento… E’ così tanto “essenza” che  lui stesso non ci fa caso a quella sorta di sciatteria o generale disinteresse nei confronti del suo apparire che non è esattamente impattante quanto può essere l’accuratezza dell’elegantone di turno…parlandoci però,  tessuti, scarpe da schifo, cravatte improbabili scompaiono e rimane solo il suo sguardo la sua attenzione il suo “muoversi” che ve lo fanno piacere subito in un crescendo che vi fa tirare fuori cose che non raccontate nemmeno a vostra moglie o marito…vi sentite accolti, rispettati, ascoltati..tant’è che valutate se avete lo stesso numero di piede per regalargli le vostre scarpe inglesi…Il leone sornione è decisamente un piacione…e non solo perché è corredato da una intenzione generativa ma è anche riuscito a disinnescare il meccanismo della prima impressione e del rinomato sesto senso nei confronti degli altri…quantomeno parte ottimista quando incontra qualcuno che non conosce…accoglie, ascolta e nonostante l’umano bisogno di etichettare la realtà per orientarsi meglio …anzi…averne l’illusione…incede nel non giudizio, attento a captare tutti i segnali che arrivano dall’altra parte in atteggiamento quasi evangelico…deroga al principio, ad esempio, se in un vicolo oscuro qualcuno si avvicina con coltello e passamontagna ponendo il più stupido e tendenzioso dei quesiti “o i soldi o la vita”…altrimenti non si fa influenzare da aspetto, sembianze, tratti somatici e quant’ altro. Sartre diceva qualcosa tipo: “una persona è le cose che fa e non le parole che dice” e lui aspetta i fatti per decidere dove collocare gli altri… Seleziona…il che è un po’ brutto a sentirsi ma nella realtà lo facciamo tutti e alla nostra corte accettiamo solo coloro che dimostrano determinati requisiti in relazione al progetto che ho in mente…Un rapinatore incallito se deve fare squadra avrà i suoi…cattiveria congenita da tre generazioni, coraggio del mascalzone, rispetto della legge zero, capacità di guida ad alta velocità e capacità di fuoco…che altro? … I requisiti con i quali lui valuta il suo prossimo sono: etica, onestà, correttezza, cuore… ognuno hai i suoi!...e un leader li vuole in fila esattamente così e li vuole tutti e quattro…poco gliimporta se siete delle persone che alle cinque spaccate lasciate l’ufficio…anzi!...verrà da voi a chiedere come snellire dei processi di lavoro perché nessuno come voi che ha la fregola di fare il più possibile con il minimo sforzo può riuscirci…del resto…non è anche il sogno dell’azienda?...Un leader valorizza il possibile, crea risorse laddove altri vedono dei limiti…la sua tolleranza alla diversità è pressoché infinita, la sua squadra è più variegata delle specie arboree della foresta amazzonica …il suo lavoro è realizzare il suo e i vostri sogni stretti in un patto mai scritto suffragato dai fatti sostenuto dal suo esempio al quale tutti hanno aderito e lo rinnovano ogni giorno: essere etici, onesti, corretti e avere cuore. Ecco perché il vero leader è amato …è il genitore perfetto è quello che avremmo voluto sin da piccoli che magari il destino ci ha negato…ed è in sua memoria, qualsiasi essa sia che siamo qui per proseguire la sua splendida opera o per amorevolmente dare al mondo ciò che lui avrebbe voluto e non era in grado di dare, siamo qui per fare in modo che altri facciano lo stesso, siamo qui con la voglia di essere superati dai nostri figli ad accettare che qualcuno pur amandoci vorrà seguire la sua strada fatta dai nostri medesimi principi e sarà nel vederlo andare via la nostra massima certezza, l’inconfutabile prova di essere stati per lui dei buoni leader, padri del loro futuro, madri di nuovo amore.
Ultima modifica Mercoledì 26 Gennaio 2011 21:21
mario pedone

mario pedone

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